Prometeo in Albania

Mauro Geraci

Prometeo in Albania
Passaggi letterari e politici di un paese balcanico

Rubbettino editore, Soveria Mannelli (CZ), 2014, p. 500, Euro 19,00.

Scheda libro

Frutto di una ricerca etnografica iniziata nel 2003, il saggio di Mauro Geraci – Professore associato di Antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Messina – prende in esame in una sintesi documentaria, il grande fermento letterario ed editoriale che, ieri come oggi, continua a incidere nella trasformazione politica dell’Albania. Soprattutto dal 1991, anno finale del ferreo regime comunista durato mezzo secolo, il ruolo del libro, nelle sue molteplici accezioni estetico-letterarie e socio-politiche, svolge un ruolo di primo piano nelle prospettive europeiste dell’Albania. Le continue iniziative – scritture, pubblicazioni, fiere, presentazioni, narrazioni, memorie, diatribe – che rendono effervescente l’attuale panorama letterario albanese, movimentano di fatto un mare di libri, autori e autorità attraverso cui l’Albania e il suo passato vengono ripensati nelle loro storiche contraddizioni e, contemporaneamente, riadattati, riscritti e rivolti alla costruzione di una rinnovata identità, dialogica nei confronti dell’Unione Europea. L’assunzione del fenomeno letterario albanese in chiave antropologica lascia inoltre comprendere come i recenti passaggi politici e culturali del Paese siano andati di pari passo alla progressiva diffusione delle tecniche editoriali, allo sviluppo dei circuiti pubblicitari come alla sperimentazione dell’efficacia conoscitiva del libro nel rinnovato panorama delle reti globali e digitali di comunicazione. In questa prospettiva Mauro Geraci mostra come il “mare di libri” che oggi attraversa la vita politica albanese finisca per riproporre, in versioni aggiornate e mature, una concezione “prometeica” dello Stato e della vicenda storica nazionale. Quali derivazioni di un nazionalismo sorto in epoca romantica, le stesse pratiche librarie, la “rocca illirica”, Prometeo, Scanderbeg, Kadare, Madre Teresa, le statue dei partizan e dei martiri della nazione, come anche montagne, piramidi, “palazzi dei sogni”, memorie dei gulag come il teatro del sangue e delle aquile, dei ponti come del mare, finiscono per riaggiornare in un mosaico letterario e simbolico compiuto l’Albania della vincente perdita o le metamorfosi di un albanismo per molti aspetti utile all’attuale transizione. Si tratta, in fin dei conti, di un’occasione per ripensare, in una prospettiva più generale, i complessi rapporti tra letterature, vite e storie nazionali, a partire dal cuore pulsante di un’Albania che, in un pullulare di case editrici, libri, autori, traduttori, biblioteche, librai, illustratori, saloni del libro, festival letterari, come anche istituti di ricerca e di cultura, rivede se stessa, il suo rapporto con gli altri e la futura Europa.

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Author: Mauro Geraci

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