ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “ENNIO Q. VISCONTI” DI ROMA, 2019/2021

Un Angelo vola su Monti – Versi e musica della 2H dell’ICS “Ennio Q. Visconti” di Roma, 2019/2021

Comporre storie in musica: a scuola da cantastorie e rapper è il progetto presentato, per il settore artistico “Musica”, dall’ICS “E. Q. Visconti” di Roma in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, l’Università degli Studi di Messina e la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, risultato vincitore del bando SIAE “Per Chi Crea” edizione 2018 – Formazione e promozione culturale nelle scuole. “Per Chi Crea” è un programma promosso dal MIBAC e gestito da SIAE che destina il 10% dei compensi per “copia privata” a supporto della creatività e della promozione culturale dei giovani. Il bando finanzia progetti volti al rafforzamento della formazione e della promozione culturale nelle scuole pubbliche italiane, eventualmente in collaborazione con altri soggetti specializzati. Il progetto, rivolto alle classi della scuola secondaria, è stato realizzato con la didattica laboratoriale: gli studenti sono stati guidati a comporre storie in musica con le tecniche osservative, poetiche, musicali, pittoriche dei cantastorie siciliani e quelle improvvisative dei rapper. Il percorso è stato inaugurato lo scorso 8 ottobre 2019 con un concerto al Teatro Palladium in collaborazione col DAMS di Roma Tre: il cantastorie Mauro Geraci e un rappresentante dell’attuale scena rap romana, Davide Briolotta, in arte SACE, hanno cantato brani tratti dai loro repertori. È poi stato avviato a scuola il laboratorio finalizzato alla scelta di rilevanti temi d’attualità (ecologia, diritti dei minori, emigrazione/immigrazione, lotta alla mafia) da narrare nelle forme poetico-musicali di cantastorie e rapper poste a confronto, secondo le seguenti fasi:

  1. – raccolta di testimonianze, interviste, libri, articoli, foto, film sul tema scelto;
  2. – trasformazione della documentazione in racconti in versi;
  3. – scelta di moduli ritmico-melodici e di beat per la messa in musica delle narrazioni poetiche;
  4. – rappresentazioni grafiche su pannelli delle storie cantate;
  5. – esecuzioni delle opere prodotte: Un Angelo vola su Monti, canto narrativo composto dalla classe 2H sul modello dei cantastorie siciliani, e La Pecora Elettrica: un sogno bruciato, rap realizzato dalla classe 3C insieme ad alcuni alunni della classe 3H.

Un Angelo vola su Monti narra l’esemplare storia di vita di Angelo, un barbone amatissimo nel quartiere Monti di Roma dov’era diventato un vero e proprio punto di riferimento morale per gli abitanti, i negozianti, per lo stesso grandissimo regista Mario Monicelli che lo ritrasse in uno degli ultimi suoi film-documentari Vicino il Colosseo c’è Monti del 2008.

Un ringraziamento particolare va alla Prof. Gabriella Santini coordinatrice del progetto come alla Prof. Marilena Amoroso, al Prof. Daniele Mastrangelo, alla Prof. Donatella Pinocci e alla Prof. Sabrina Vernole che hanno straordinariamente guidato il lavoro con le loro competenze letterarie, musicali, teatrali e pittoriche, come anche a Daniele Zappatore e Alessandro Susca per la le riprese, la regia e il montaggio.

Ascolta e vedi

Qui di seguito il link dell’ICS “Ennio Q. Visconti” di Roma
dov’è possibile ascoltare le due ballate visionando i filmati
Un Angelo vola su Monti e La Pecora elettrica: un sogno bruciato,
realizzato coi ragazzi della 2H e della 3H:

https://www.icvisconti.edu.it/viscontino/index.php/341-news/994-a-scuola-da-cantastorie-e-rapper-il-progetto-siae-per-chi-crea

 

Un Angelo vola su Monti
Versi e musica della 2H – Istituto comprensivo “E.Q. Visconti” di Roma

Testo

Chi dai Fori o dal Colosseo
sale a Monti da Piazza di Spagna
trova un angelo che l’accompagna
che un sorriso e la mano gli dà.

Con la barba a un barbone somiglia
lui per casa una macchina ha
ed in piazza con una bottiglia
vive in strada d’inverno e d’està.

Ma per Monti un barbone non era
e c’è ancora chi una sigaretta,
un bicchiere con una preghiera
lascia ad Angelo che non c’è più.

“Lei come va? Come va lei?”
a ognun chiedevi passando di qua,
se tu ci sei per noi è tutto okey,
se tu ritorni a dir “Lei come va?”

Si chiamava Angelo, era nato in Etiopia ma da trent’anni viveva nel quartiere Monti dove tutti gli volevano bene.
Girava per le strade del quartiere e si fermava a giocare con i bambini nella Piazzetta della Madonna dei Monti.

La mattina coi bimbi e i ragazzi
il pallone lì nella piazzetta
rincorreva senza avere fretta
di dovere al lavoro tornar.

Se qualcun gli diceva : “Barbone,
ma va via, va via a lavorare!”,
lui rideva e passava il pallone
riprendendo di nuovo a giocar.

E alla fine di ogni partita
alla faccia una bella sciacquata
gli ridava la forza e la vita
e la gioia di un’altra giornata.

Anche lì, se credi, da lassù
tu puoi ancora giocar se lo vuoi,
nella piazza di Monti quaggiù
sei sempre un Angelo per tutti noi.

Anche se lui non c’è più sembra sempre di vederlo nelle stradine e seduto alla fontana della piazzetta.
Lui scherzava con quelli che passavano anche se, a volte, si arrabbiava…
poi però si calmava, sorrideva e riprendeva a scherzare. Tutti gli offrivano sempre qualcosa da mangiare.

Ed infatti alla nostra fontana
se stai attento lo vedi sedere
tra la gente gentil monticiana
che saluta con tanto piacer.

Chi una birra, chi una pizzetta,
chi un panino, la pasta, un liquor,
chi un bicchiere, chi una sigaretta
ricchi e poveri gli davan l’amor.

“Dimmi un po’ mi fa male un panino
al salame?” chiese al salumiere
che rispose di no e Angelino:
“Me lo mangio con grande piacer!”


Torna qua, Angelo, torna qua
perché Monti ha bisogno di te,
del tuo cuore e “Lei come va?”
ciascun lo vorrebbe sentire da te.

Tra i negozi di Monti viveva,
era amato da ogni artigiano
e perfino a lui ben gli voleva
Clio e Giorgio Napolitano.

Per dormire una bella cosa
una macchina gli vollero dare,
lui felice a Clio una rosa
ogni giorno le fece trovare.

 

Ed a turno una calda doccetta
l’invitavano a casa per far,
poi alla sera nella macchinetta
lui tornava di nuovo a sognar.

Anche noi cantiamo tutti in cor
con te sempre vogliamo sognar,
un’Italia ed un mondo miglior
dove ognuno è diverso e bene possa star.

Più che un barbone era uno che aveva scelto di vivere in un modo diverso dal nostro e il quartiere lo accettava così com’era.
Qualcuno, ogni tanto, invece di regalargli un panino o una birra voleva dar lui dei soldini ma Angelo l’elemosina non l’accettava mai.
Al contrario, era talmente buono che spesso aiutava quelli ancor più poveri di lui.

Chi talvolta vedendo Angelino
col barbone ed il look trasandato
con la mano allungava un soldino
col pensiero d’averlo aiutato.

“No, no grazie!” però rispondeva
e se proprio qualcun lo forzava
a chi meno di lui possedeva
quel soldino glielo regalava.

Ma alla Banca d’Italia ogni volta
a chi usciva chiedeva di botto:
“Che te costa? Sarebbe ‘na svorta
se m’ammolli ‘n assegno o un lingotto?”

Mai mai un euro rubavi così
come Hulk semmai a scaricar
qualche cassa su in spalla qui e lì
e così lavoravi ma quando ti par.

Ogni tanto faceva qualche lavoretto per i negozianti e gli artigiani della zona…
era buono e onesto e per questo era amatissimo da tutto il quartiere.
Monti, del resto, è un quartiere che ha sempre dimostrato carità nei confronti dei poveri. Nel Settecento, ad esempio,
diede grande aiuto e accoglienza a San Benedetto Giuseppe Labre (1748-1783), un “vagabondo di Dio”
che infatti poi fu sepolto con grandi funerali nella Chiesa di Santa Maria ai Monti.
Nella sua vita aveva vissuto solo con un Vangelo e un breviario, rifiutando l’elemosina
e donando ai poveri tutto ciò che riteneva superfluo.
Così fece anche Angelo fin quando morì nel 2009.

Quando in strada un bel giorno ha trovato,
ai Serpenti un bel portafoglio
presto Angelo l’ha consegnato
nel locale che sta ancora lì.

Ristorante delle Due Colonne
dove poi la mattina seguente
tutti i Santi e tutte le Madonne
ringraziò la signora e la gente.

Ogni cosa che aveva perduto
tutto Angelo ha restituito
ed in cambio lui solo ha voluto
un bel bacio da quella signor.

Lo champagne, poi al bar, La Licata
la signora offrì lui per brindar.
“Il portafoglio – con una risata –
che tu possa qui sempre scordar”.

Lui era nato in Etiopia ed a Monti
da trent’anni per strada viveva
la sua vita diversi orizzonti,
uno stile diverso lui aveva.

Però questo non era un problema
nel quartiere dove anzi ammirato
lui ne era al di là d’ogni schema,
da qualcuno perfino invidiato.

Tra il Boschetto, Via Urbana e Serpenti
era libero d’esser se stesso
nel rispetto di tutte le genti
e nessun lo pigliava per fesso.

E per lui funerali di Stato
quasi fecero i monticiani
quando in cielo un bel giorno è volato
zitto zitto dall’oggi al doman.

Oh bambino se tu stai a vedere
lui è con noi alla fine dei conti,
a difender le nostre chimere
è ancor Angelo e vola su Monti.

Oh bambino se tu stai a vedere
lui è con noi alla fine dei conti,
in un mondo senza più frontiere
noi con Angelo voliamo su Monti.

 

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Mauro Geraci

Author: Mauro Geraci

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