Inno dei senza patria

Versi e musica di Mauro Geraci

Questo è l’inno di quelli che, come me, si sentono senza patria, che cioè si trovano a vivere in una patria in lungo e in largo deformata, resa irriconoscibile dal malgoverno, del malaffare, dalla politica dei doppi petti blu, degli intellettuali radical chic, di quelli che, mentre si proclamano Grandi Fratelli d’Italia, ogni giorno ci piantano un coltello dietro le spalle.

Testo

Non c’è che far… se questa nave affonda nel mar,
se canti e gridi… neppure un pesce sta qui ad ascoltar;
non vuoi sperar… che un tuo compagno ti possa salvar,
meglio morir… che in questa merda stare a boccheggiar.

Non c’è più nulla… che ancor ti possa far meravigliar,
forse ti penti…. che un figlio tuo stai qui per lasciar;
i pescecan… che all’orizzonte ora vedi spuntar,
sono i politici… che per il voto ci voglion salvar.

Ecco la squadra dei Grandi Fratelli
ma io in Italia non ci vivo più,
in doppio petto con i manganelli,
con le divise son belli ancor più.
Un, due, tre, quattr…

E sull’attenti «l’Italia s’è desta»,
in coro cantano vestiti di blu,
mentre al di là dello schermo fan festa,
la nuova patria trionfa in tv.

Cosa vuoi far… se il tuo stipendio non basta a mangiar,
chissà se va… da porta a porta tiriamo a campar;
non disperar… se il posto fisso te lo puoi scordar,
sta fermo lì… che il sangue tuo c’è chi sa succhiar.

Non te ne andar… che ormai la guerra sta per terminar,
aspetta almen… che i nostri eroi torneranno a baciar
il patrio suol… del presidente il saluto aspettar,
la mano qui… il braccio teso col pugno a ondeggiar.

E sull’attenti or cantano i prodi
e in mezzo a loro quel boss padano,
che ha detto forte venendo da Lodi,
«col tricolore mi pulisco l’ano».

Con questo inno invece volare
vorrei nel cielo dipinto di blu,
in tutto il mondo io voglio cantare
e in questa patria non torno mai più.
Lalalala…

Con questo inno invece volare
vorrei nel cielo dipinto di blu,
in tutto il mondo io vengo cantare
e qui in Italia non ci torno più.

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Author: Mauro Geraci

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